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Giotto - La Cappella degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni di Padova, affrescata da Giotto, e recentemente restaurata, è unanimemente riconosciuta - accanto alla Divina Commedia di Dante - come l'espressione più alta dell'arte medievale, non a caso riconosciuta dal 2021 quale "patrimonio Unesco". Roberto Filippetti ha dedicato a questo capolavoro diversi volumi: L'avvenimento secondo Giotto (tradotto in cinque lingue); Il vangelo secondo Giotto, pensato per ragazzi; Anche i cammelli fanno ooh!,e L'asino che portava Gesù (due volumetti pensati per bambini piccoli); Giotto, La cappella degli Scrovegni. guida completa al capolavoro patavino. Si tratta di libri d'arte che presentano tutte le riproduzioni dei dipinti dopo i restauri, dai colori straordinariamente fedeli all'originale. Nella presentazione viene mostrato tutto il ciclo di affreschi di Giotto nei quattro registri, consentendo quello sguardo panoramico - dapprima sintetico poi analitico, con zoom sui particolari anche più minuti - che non è più possibile, nella Cappella patavina, a motivo del brevissimo tempo di visita (15 minuti!).

Attraverso la tecnica dell'Explorer Navigation l'occhio può pacatamente stare sui dodici dipinti del registro alto, con le storie dell'Immacolata Concezione di Maria, della sua Nascita e Presentazione al tempio, delle nozze con Giuseppe.

Può quindi contemplare il grande Angelus dell'arco trionfale. Il giorno della prima dedicazione della Cappella è il 25 marzo 1303; il giorno della seconda dedicazione a "Santa Maria Annunciata, della Carità all'Arena", ad affreschi ultimati, è il 25 marzo 1305, festa dell'Annunciazione, nonché (cosa molto eloquente) giorno di capodanno in tanti comuni medievali.

Secondo registro: infanzia e vita pubblica di Gesù, in dodici affreschi.

Terzo registro: in altri dodici affreschi l'apice della Redenzione, con la Passione, Morte, Resurrezione, Ascensione e infine la Pentecoste.

Zoccolo monocromo: le personificazioni delle sette virtù e dei sette opposti vizi, che conducono rispettivamente al Paradiso e all'Inferno del grande Giudizio universale dipinto nella controfacciata.

Letta tutta la storia da un capo all'altro, lo sguardo può iniziare un'avvincente "ri-lettura": le corrispondenze verticali e frontali; le tante "triplette"; la partecipazione del mondo minerale, vegetale, animale e delle stesse architetture, all'Avvenimento; l'intensità parlante degli sguardi...

Insomma, comodamente seduti in poltrona, ma come se si fosse lì, nella Cappella degli Scrovegni di Padova: è questo che accade con l'Explorer Navigation.
Un'esplorazione, un viaggio reso affascinante dal racconto del prof. Roberto Filippetti, che lungo un trentennio ha fatto amare questi dipinti a centinaia di migliaia di persone.
Un viaggio che induce a contemplare la Bellezza, in questo nostro tempo così drammatico. Il primo gesto che, quasi istintivamente, compie chi varca il portale d'ingresso è alzare gli occhi, calamitati dall'azzurro del cielo: Giotto ci strappa dalla distrazione, ci ricorda che la natura umana consiste in un cuore affamato e assetato. Si chiama "de-siderio": sete di stelle, tensione verso il cielo della felicità.

Explorer Navigation

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